Anni fa, mentre lavoravo in Chiquita, l’agenzia Pippo ci contattò (ovviamente, Pippo è un nome di fantasia) per proporci i loro servizi. Incuriosito da un approccio molto innovativo e professionale, accettai di incontrarli per ascoltare la loro presentazione (qui apro una parentesi: chi lavora in agenzia deve sapere che un Direttore Marketing di un’azienda conosciuta riceve almeno 5-6 richieste di incontro alla settimana. È chiaro che non può incontrare tutti, per cui non ci si deve offendere se risponde che non ha tempo!).
E anche la loro presentazione era molto interessante e professionale. Nel panorama indifferenziato delle centinaia di agenzie di omunicazione italiane, loro si posizionavano come molto innovativi e si focalizzavano sul marketing esperienziale.
La settimana dopo, invece, l’appuntamento era con un’altra agenzia, particolarmente brillante nel campo dei social media (niente di nuovo, ora, ma anni fa Facebook era un universo ancora da esplorare). Anche loro, in maniera molto convincente, ci segnalavano che la via da seguire era creare una presenza attiva sui social media per costruire una “relazione biunivoca con i nostri clienti”.
Ehi, aspettate un attimo.
Tutti questi sono concetti molto validi. Ma non esageriamo – non valgono per tutti i brand. Per alcuni certamente si, ma non per tutti.
Cerchiamo davvero un esperienza quando al supermercato compriamo lo zucchero? O vogliamo avere una “relazione biunivoca” con una banana?
Probabilmente no. Cercherò un’esperienza positiva quando entro in un negozio Nike, o quando passo le vacanze in un villaggio turistico in Sardegna. E gradirò entrare in relazione con il mio operatore telefonico (perlomeno, per risolvere il problema di quegli addebiti strani in fattura) o con la mia marca di automobili preferita (beh, dire su Facebook che mi piace la pagina di Mercedes ha qualche fascino in più rispetto a fare “ like” sulla pagina del cavolfiore dell’azienda Alfa).
Per cui, a meno che non gestiate marche di un certo tipo, attenti a non ascoltare il bla bla per cui il futuro sta nel costruire relazioni One-to-One, o nel fornire un’esperienza diversa ai vostri clienti.
Pensate bene a cosa avete da offrire, e se avete una pasta che tiene la cottura meglio delle altre, concentratevi sul fare sapere quello ai vostri potenziali clienti per spingerli a comprarla, e non sul cercare di costruire una relazione biunivoca con loro.
maurizio@pisanifoodmarketing.it
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